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LA CADUTA SOTTO LA CROCE

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La presenza della Baretta della Caduta, in città conosciuta come la "Cascata", la si ebbe nei primi anni del 1800. Lo scultore messinese Giovanni Russello realizzò l'opera che risultò ai più di commovente espressione e di sublime valore artistico. 

Anche questa immagine fu però inghiottita dalle macerie del 1908. Si cercò di ricostruirne una simile negli anni a venire. Malgrado i ripetuti tentativi non si riuscì più a riavere la bellezza artistica dell'opera del Russello. L'attuale gruppo statuario risale approssivativamente al 1920 o 21 e fu realizzata in paglia e cartapesta (materiali questi che caratterizzarono le opere ricostruite nel medesimo periodo), ha il suo massimo espressionismo nel volto stanco, sofferente e sanguinante di Gesù che appare uomo fra gli uomini, vinto da un peso che strema le sue forze. 

La statua è vestita con una cappa di colore rosso, cinta da un cordone. Per tanti anni ne ha curato e ne cura la manutenzione la famiglia Lanza, il cui genitore Pietro, oggi defunto, è stato uno dei battitori più solerti ed attivi. Ne ha ereditato l'onere il nipote Pietro Corona che come il nonno, oltre a manifestare grande amore e attaccamento, si adopera perché‚ la tradizione della processione del Venerdì Santo a Messina torni ad essere quel grande momento di fede che fu nei tempi scorsi. Per il suo trasporto vengono impiegati 8 portatori. 

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LA POESIA DI MARIA COSTA

A caduta da cruci


E comu t’inchiuvammu nui tirreni,

brutti, sviggugnati, tradituri,

signuruzzu dammi nu mari ‘i peni,

chi sugnu unu di to’ crucifissuri.

 

 

FOTO DI GRUPPO CON PORTATORI E BATTITORE

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